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Cenni storici

Il primo isolamento di Listerie, più precisamente di L. monocytogenes, è avvenuto casualmente nel 1926 durante un’epidemia che colpì conigli e guinea pigs dello stabulario dell’Università di Cambridge (Murray et al., 1926).La prima segnalazione di listeriosi nell’uomo risale al 1929 (Gray e Killinger,1966). In realtà già nel 1919 era stato isolato un microrganismo, dal liquido cefalorachidiano di un paziente,  identificato solo successivamente come L. monocytogenes (Cotoni, 1942).Fu Pirie nel 1940 a dare al genere il nome di Listeria, e al 1949 risale il primo caso di listeriosi epidemica, segnalato in Germania in pazienti neonati. Allora, il quadro clinico registrato in 85 feti abortiti o in neonati subito deceduti, fu quello di una granulomatosi che i medici tedeschi definirono “infantiseptica”; in quell’occasione, un giovane microbiologo, Potel (1951), isolò da tutti un batterio che lui ritenne essere un Corynebacterium. Fu Seeliger (1961) a riconoscere che piuttosto erano assimilabili a Listerie. A partire dai primi anni ’80 il ripetersi di gravi episodi di tossinfezione alimentare da L. monocytogenes, verificatisi a seguito di consumo di alimenti di origine sia animale (latte e derivati) ( Fleming et al., 1986; Bula et al., 1988; Linnan et al., 1988) che vegetale (ortaggi vari, insalata di cavolo) (Schlech et al., 1983; Ho et., 1986), ha suscitato un rinnovato interesse nei confronti dei microrganismi appartenenti a questo genere.Il primo a distinguere L. monocytogenes da altre specie analoghe, all’interno del genere, per via biochimica e poi genomica, fu il francese Rocourt (1983) e dal quel momento si cominciò a capire che, verosimilmente, L. monocytogenes era anche l’unica specie all’interno del suo genere, a risultare patogena per l’uomo e gli animali. È altrettanto vero che i molti ceppi di L. monocytogenes attualmente conosciuti, non hanno tutti lo stesso grado di patogenicità.